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A Davos l’India si è messa in mostra per attirare investimenti

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L’India potrebbe essere la nuova frontiera per molte aziende che vogliono delocalizzare

Al World Economic Forum di Davos l’India ha voluto mettersi in mostra per attrarre nuovi investitori. In particolare il Paese vuole aumentare il suo livello di industrializzazione, con investimenti di grandi aziende di alcuni dei settori più attivi e in maggiore crescita del panorama dell’industria globale.

Dopo essere diventato il Paese più popoloso al mondo, superando la Cina, l’India vuole sostituire Pechino anche come meta delle aziende occidentali che vogliono investire in zone in via di sviluppo industriale. Le relazioni sempre più tese con l’occidente hanno reso il vicino settentrionale di Nuova Delhi sempre meno appetibile e diverse grandi imprese statunitensi ed europee hanno deciso di rilocalizzare le proprie sedi orientali.

Uno degli argomenti principali a favore dell’India che la delegazione di Nuova Delhi ha potuto portare a Davos è stata la crescita economica. Il PIL del Paese è cresciuto del 7,2% lo scorso anno, circa due punti in meno del rimbalzo post pandemia del 2022. La Cina al contrario, pur avendo aumentato il ritmo rispetto al 2022, si è fermata attorno al 5%.

L’obiettivo di Modi, il presidente dell’India, è attrarre soprattutto manifattura ad alta specializzazione tecnologica. C’è grande interesse per le aziende che producono semiconduttori, ma anche hardware. Dell, HP e Lenovo hanno già deciso di spostare parte della loro produzione in india, seguendo Apple.

Ci sono però ancora alcuni dubbi che l’India non sembra essere in grado di risolvere. Un investimento in un Paese in via di sviluppo non può prescindere dalla presenza di un mercato interno sano. L’India ha ancora un’economia relativamente fragile, come mostrato dal saldo migratorio ancora negativo secondo i dati della banca mondiale. Questo sarebbe uno dei rischi principali di fare impresa nel Paese. A questo fattore si aggiunge la debolezza della rupia, la moneta nazionale, che complica le importazioni.

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