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Ambiente

I progetti per sostituire il metano con l’idrogeno non funzionano

idrogeno

Uno dei principali tentativi di riscaldare le case a idrogeno in Inghilterra è fallito

L’idrogeno è una delle soluzioni per la transizione energetica su cui ci sono ancora moltissimi dubbi. Il fallimento di uno dei tentativi più importanti di utilizzarlo per riscaldare le abitazioni in un’infrastruttura fatta per il metano, avvenuto in Inghilterra, non ha aiutato a dirimerli.

L’idea era quella di riscaldare la città di Redcar, 37 mila abitanti nell’Inghilterra nord orientale, con idrogeno a basse emissioni. Uno dei maggiori vantaggi dell’idrogeno infatti è che può essere fatto arrivare alle caldaie delle case tramite la stessa infrastruttura utilizzata per il metano, con pochissime modifiche. In questo modo si potrebbe sfruttare la rete già esistente e ridurre drasticamente le emissioni di gas serra dovute al riscaldamento delle abitazioni.

Il problema non è però la rete, ma l’idrogeno stesso. Il piano infatti è stato annullato proprio per la mancanza di una fornitura stabile di idrogeno a basse emissioni. Questo tipo di idrogeno, detto verde, è però una ristretta minoranza di quello prodotto a livello mondiale. La maggior parte è infatti prodotto bruciando metano, il che lo rende soltanto un passaggio ulteriore se utilizzato per riscaldare le case.

È possibile produrre idrogeno verde in due modi. O utilizzando tecnologie che intrappolino l’anidride carbonica prodotta nel procedimento. O utilizzando energie pulite per produrlo. In entrambi i casi però, non si tratta di metodi convenienti per utilizzare l’elemento come mezzo per il riscaldamento delle abitazioni.

I tentativi del governo inglese di avviare questo tipo di produzione di idrogeno, consistiti in investimenti per 2 miliardi di sterline, non hanno dato i frutti sperati. Le aziende coinvolte hanno prodotto molto meno dei 250 MW attesi. Degli 11 progetti previsti, 5 si sono ritirati e 4 non hanno raggiunto i requisiti minimi per ricevere i sussidi. L’elemento continua a rimanere una delle migliori opzioni per conservare l’energia senza l’aiuto delle fonti fossili dal punto di vista chimico. Da quello economico però, non sembra ancora in grado di competere.

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