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Diversificare per il futuro: più donne nella supply chain

Meri Stevens, Vice President Consumer Health Supply Chain & Deliver di Johnson & Johnson, spiega a Industry Today come le aziende possono supportare la crescita delle dipendenti nel ramo della supply chain.

Man mano che il settore della supply chain avanza è fondamentale garantire una maggiore diversificazione di talenti.

Sebbene la gestione della catena di approvvigionamento si adatti bene alle circostanze situazionali, è stata lenta ad adattarsi a quelle demografiche: meno del 41% della forza lavoro della supply chain è donna e solo il 17% dei funzionari della catena di approvvigionamento sono donne.

Secondo Stevens, crescere nell’ambiente industriale moderno richiede resilienza, agilità e modalità di lavoro innovative.

E c’è un motivo valido per introdurre più dipendenti femminili nella supply chain: le donne hanno dimostrato di essere collaboratrici eccezionali e agili pensatrici, abilità profondamente necessarie per organizzare al meglio il lavoro lungo la frammentata catena di approvvigionamento attuale. Diversi studi  mostrano che le aziende più collaborative godono di una crescita doppia. 

 La diversità favorisce più creatività, migliori dinamiche di squadra e più punti di vista da cui risolvere i problemi: non sorprende che le aziende con una leadership diversificata prosperino con maggiore facilità nel mercato.

Come sottolinea Stevens, la diversità di genere attira anche i migliori talenti: la prossima generazione di leader cerca aziende in linea con i loro valori, il che significa senza dubbio un maggiore impegno delle aziende nel campo della parità.

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