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Exxon: la guerra agli eco-azionisti mette a rischio i dirigenti

Exxon

Il fondo sovrano norvegese non voterà la rielezione dell’attuale presidente di Exxon dopo l’inizio della causa contro gli azionisti attivisti

La guerra promessa da Exxon contro gli azionisti attivisti sta causando una perdita di fiducia da parte di altri azionisti dell’azienda nella dirigenza della società e in particolare del direttore Jay Hooley, che rischia di non venire rieletto alla prossima assemblea che si terrà il 29 maggio.

Nei mesi scorsi Exxon e altre compagnie petrolifere americane hanno dovuto affrontare alcune proposte di gruppi di azionisti attivisti per un maggiore impegno dal punto di vista della riduzione delle emissioni di gas serra. Gli azionisti attivisti sono investitori con un preciso programma politico che acquisiscono azioni di aziende che ritengono non in linea con i loro progetti, per influenzarne le scelte tramite proposte e elezioni del consiglio di amministrazione.

Le aziende petrolifere sono l’obiettivo degli azionisti attivisti per l’ambiente, che sperano di ridurre l’impatto che questi colossi hanno sul riscaldamento globale. Il 2022 e il 2023 sono stati però anni record per le compagnie estrattive americane, con profitti oltre ogni record grazie a una produzione di petrolio in crescita molto rapida. Forte dei risultati, il presidente di Exxon Kay Hooley ha deciso di fare causa agli azionisti attivisti per risolvere il problema della loro influenza nel CdA.

I gruppi attivisti di Exxon hanno immediatamente ritirato la loro proposta appena ricevuto l’avviso di inizio della causa, ma questo non ha fermato Exxon, che ha proceduto contro uno di loro dopo che il giudice ha esentato la società olandese Follow This per problemi di giurisdizione.

L’idea che Exxon stia attaccando dal punto di vista legale i diritti degli azionisti negli Usa ha però causato irritazione all’interno dell’intera assemblea dei soci della compagnia. Dopo che diversi azionisti nella top 30 dei più importanti hanno espresso fastidio, minacciando di non votare per la rielezione di Hooley alla prossima riunione, anche la Norges Bank, il fondo sovrano petrolifero norvegese tra i 10 azionisti più importanti di Exxon, ha minacciato di fare lo stesso.

La rielezione di Hooley potrebbe essere effettivamente a rischio, una prospettiva impensabile dato che l’azienda ha fatto segnare nel 2023 un fatturato di 344 miliardi di dollari.

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