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La corsa al petrolio della Guyana finisce in tribunale

Guyana

Exxon e Chevron sono allo scontro per i giacimenti di petrolio della Guyana

Exxon e Chevron si presenteranno davanti alla Camera di Commercio Internazionale di Parigi per una questione contrattuale sull’acquisizione della compagnia Hess da parte della seconda. Un affare da 53 miliardi di dollari, il più costoso della storia della compagnia, che riguarda principalmente l’enorme giacimento petrolifero trovato al largo delle coste della Guyana.

Piccolo Stato della costa settentrionale dell’America del Sud, la Guyana si è trovata potenzialmente catapultata nel 2015 all’interno del pantheon dei più grandi produttori mondiali di petrolio. Stabroek Block, un’azienda di ricerca posseduta da Exxon, Hess e dalla China National Offshore Oil Corporation individuò il più grande giacimento di petrolio conosciuto al mondo poco al largo delle coste del Paese.

Un evento di portata economica tale da portare il Venezuela, ben più grande Stato confinante con la Guyana, a rispolverare un vecchio contenzioso territoriale e a reclamare come propri i due terzi del piccolo Paese. Exxon si è quindi trovata in mano un enorme vantaggio competitivo soprattutto verso le altre compagnie petrolifere statunitensi.

Per questa ragione Chevron ha subito messo gli occhi su Hess, partner di minoranza di Stabroek Block, per avere accesso ai giacimenti della Guyana. A dicembre aveva finalizzato un accordo da 53 miliardi di dollari per acquisire la società e di conseguenza il 30% di Stabroek Block in suo possesso.

Exxon però afferma ora che nel contratto costitutivo della società esiste un diritto di prelazione da parte dei partner sulla vendita delle quote della società: “Siamo assolutamente sicuri che sia nel contratto. Abbiamo il diritto di prelazione e speriamo che l’arbitrato possa farlo valere” ha dichiarato Neil Chapman, il vice presidente anziano di Exxon.

Chevron ha chiarito di essere interessata in Hess soprattutto per il 30% di Stabroek Block che possiede. Se l’arbitrato della Camera di commercio internazionale di Parigi decidesse in favore di Exxon quindi, l’accordo di acquisto salterebbe.

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