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Nucleare: il costo delle centrali sta minando il ruolo dell’atomo nella transizione verde

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Il nucleare costa dalle tre alle quattro volte in più dell’eolico e del solare, un problema per il futuro

Nella recente conferenza Onu sul clima tenutasi a Dubai, la COP28, alcuni Paesi hanno firmato un accordo per triplicare la loro produzione di energia nucleare entro il 2050. Si tratta di un obiettivo ambizioso, che va oltre le indicazioni della IEA, l’agenzia internazionale dell’energia, la quale ha indicato il raddoppio dell’output mondiale di energia generata dall’atomo come soglia minima per il raggiungimento della neutralità carbonica entro la metà del secolo.

Il nucleare sembra essere una delle soluzioni più apprezzate da molti Paesi per la transizione verde per varie ragioni. Su tutte, a differenza delle fonti rinnovabili, il nucleare non dipende da fattori esterni per funzionare. Su questo puntano molto i sostenitori della necessità di costruire nuove centrali, ma proprio su questo punto il ruolo dell’atomo nella transizione verde sembra incrinarsi.

Una centrale nucleare è un impianto molto complesso che in condizioni normali richiede investimenti miliardari per essere completato. L’ordine è quello delle decine di miliardi di dollari, anche se le cifre variano molto a seconda del progetto. Negli ultimi anni una serie di crisi nella catena di forniture ha fatto aumentare i costi e l’inflazione che ne è derivata ha portato le banche centrali ad aumentare il costo del denaro.

Il risultato è che ad oggi una centrale nucleare costa tra le tre e le quattro volte in più rispetto ad impianti solari o eolici, in relazione all’energia prodotta. La versatilità delle centrali nucleari allevia solo leggermente questo problema.

Le soluzioni però esistono, e non si tratta solamente di attendere che le condizioni economiche e finanziarie tornino favorevoli per i grandi investimenti. Da una parte il problema si risolve costruendo nuove centrali. Sono anni che il nucleare è fermo dal punto di vista dei nuovi impianti e per questo molte ottimizzazioni devono ancora essere scoperte. Dall’altra potrebbero aiutare in questo processo i reattori modulari. Gli impianti di questo tipo sono molto meno costosi e possono supportare l’offerta di energia in maniera più agile rispetto a quelli tradizionali.

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