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Analisi

Gli scenari futuri per l’industria siderurgica italiana

Industria siderurgica

L’industria siderurgica sta vivendo una fase delicata a cui si aggiunge un futuro carico di incertezze.

Lo scenario non è propriamente roseo: da un lato abbiamo la domanda dei settori utilizzatori che riprende con ritmo diverso e dall’altro troviamo l’aumento del costo dell’energia.

Il comparto siderurgico ha un peso importante per l’economia italiana per riuscire a resistere alla spinta dell’industria cinese che ormai primeggia nel campo.

Gli acciai speciali sono quelli che fanno maggiormente crescere la siderurgia italiana: rispetto ad un acciaio comune, il prodotto “speciale” presenta caratteristiche meccaniche e fisiche superiori.

Le eccellenze italiane nel campo degli acciai speciali

Alcune aziende made in Italy sono il fiore all’occhiello del Bel Paese per quanto riguarda la produzione di acciai speciali.

Un esempio su tutti è quello di Ori Martin, una realtà leader nell’elettrosiderurgia. L’azienda ha ottenuto ricevi di 583 milioni, registrando un margine operativo lordo che è passato da 83 a 78 milioni e un utile da 37 a 15 milioni.

La strategia dell’azienda è stata quella di rilevare il 100% delle quote di Ori Martin Deutschland, Ori Martin France e Sapes. Il gruppo bresciano ha acquisito anche il 70% di Trafileria Lariana Drawing Steels e di Lariana Annealing Steels.

Ma non solo: Ori Martin ha investito in un’ampia strategia green che prevede l’approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili e la costruzione di un ossigenadotto per evitare la dispersione di emissioni di C02.

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Anche Acciaierie Bertoli Safau (oggi Divisione del Gruppo Danieli) è da annoverarsi nelle eccellenze nel campo degli acciai speciali. La società ha inaugurato nei suoi stabilimenti un impianto hi-tech detto Quality Wire Rod 4.0 costato 190 milioni di euro.

Grazie a questa miglioria tecnologica Acciaierie Bertoli Safau sarà una delle poche realtà che riuscirà a competere a livello internazionale mettendo a disposizione dei clienti l’intero range di produzione.

Chiudiamo con Acciaierie Venete. L’azienda ha destinato gran parte dei suoi investimenti a migliorare la qualità dei prodotti, la flessibilità e l’efficienza del ciclo produttivo oltre ad occuparsi della salvaguardia ambientale.

Giovanni Bajetti, Direttore Commerciale, Marketing e Pianificazione dell’azienda ha commentato così l’approccio strategico messo in campo da Acciaierie Venete: «Il gap tra i costi di produzione e i prezzi di vendita si stava allineando ma negli ultimi mesi l’esplosione dei prezzi dell’energia, raddoppiato da inizio anno, rischia di creare problemi. Anche perché è un aumento che sembra destinato a durare per tutto il 2022».

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