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I pirati stanno attaccando le navi in fuga dal Mar Rosso

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Le navi commerciali non sono al sicuro nemmeno sulla rotta di Capo di Buona Speranza

L’Onu ha avvisato le grandi compagnie di trasporto merci navali che negli ultimi mesi si sono verificati diversi attacchi pirata in due regioni africane. La prima è la costa somala mentre la seconda è il golfo di Guinea, al largo delle coste della Guinea Equatoriale, piccolo stato dell’Africa orientale.

Queste rotte non sono normalmente molto trafficate, ma di recente hanno visto un aumento significativo del traffico navale. Questa novità è dovuta principalmente agli attacchi degli Houthi, i ribelli yemeniti che hanno reso molto rischioso attraversare lo stretto di Bab-El-Mandeb e quindi accedere al Mar Rosso e al Canale di Suez.

La rotta di Capo di Buona speranza, l’unica alternativa per raggiungere l’Europa dall’Asia è circumnavigare l’africa da Capo di Buona Speranza. Si tratta di 11 giorni di viaggio in più quando le condizioni meteo sono favorevoli, ma anche questa rotta è diventata presto rischiosa.

Il problema principale al momento sono i pirati somali. La Somalia ha una recente tradizione di attacchi alle navi commerciali, emersa tra il 2006 e il 2008 e che ha raggiunto il suo picco nel 2018. Il Paese è molto instabile, con una regione separatista quasi del tutto autonoma a nord, il Somaliland, e un’economia molto depressa. Per questo molte comunità sulla costa ricorrono alla criminalità e in particolare alla pirateria per sostentarsi.

Da novembre sono circa un ventina gli attacchi a navi commerciali riconducibili a pirati somali. Una parte si è verificata poco lontano dalle coste africane, ma un’altra ha avuto luogo anche molte miglia al largo, in aperto oceano indiano.

Una volta passato Capo di Buona Speranza però le navi non sarebbero ancora al sicuro. Anche in Guinea Equatoriale, piccolissimo Stato al confine tra Gabon e Camerun, in Africa occidentale, si sta sviluppando un movimento simile a quello somalo. Sequestri di persone, navi o parte dei carichi delle stesse stanno diventando sempre più comuni.

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L’Onu ha chiesto alle compagnie di trasporti di adottare nuovamente le misure di sicurezza che in passato hanno risolto questo tipo di problemi, principalmente la presenza di guardie armate a bordo delle navi. Questo però potrebbe aumentare ulteriormente i costi di trasporto delle merci verso l’Europa, già in rialzo a causa del viaggio attorno all’Africa a cui gli Houthi costringono le navi.

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