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La produzione di petrolio record degli Usa sta mettendo in difficoltà l’Arabia Saudita

arabia saudita

L’Arabia Saudita si è sobbarcata buona parte del costo del taglio della produzione di petrolio

I nuovi record nella produzione di petrolio delle aziende Usa hanno messo in seria difficoltà l’Arabia Saudita. Da circa 2 anni il regno arabo si sobbarca buona parte del costo delle operazioni di taglio volontario della produzione di petrolio permesse dall’Opec+, il cartello dei grandi produttori di petrolio mediorientali che include anche la Russia.

Le ragioni di questi tagli volontari dipendono dal fatto che l’Arabia Saudita deve trovare un equilibrio molto delicato relativo al prezzo del petrolio stesso. Da una parte, necessita che i barili aumentino di prezzo. Dall’altra non può ridurre di molto la sua produzione. Da tempo il regno è impegnato in diverse operazioni politiche che comprendono enormi investimenti per migliorare la percezione dell’opinione pubblica internazionale nei suoi confronti.

Da progetti mastodontici come The Line, la città lineare futuristica in mezzo al deserto, alle enormi spese per portare calciatori europei a giocare nel campionato saudita, fino agli investimenti nel golf e nella Formula 1. Tutte queste mosse necessitano di denaro e, anche se il fondo sovrano saudita non è certo a corto di liquidi, necessita comunque che il suo principale settore produttivo continui a funzionare a dovere.

Nel 2022 il prezzo del petrolio era troppo basso per raggiungere questi obiettivi. Per alzarlo l’Opec+ ha dato il via libera a una campagna di tagli di produzione volontari a cui però ha partecipato in maniera significativa solo la stessa Arabia Saudita.

Sparito il petrolio arabo dal mercato, le aziende statunitensi hanno cominciato a infrangere record su record nella produzione di oro nero, con profitti mai visti prima. Non solo quindi l’Arabia si è privata di parte degli introiti derivati dalla vendita di petrolio, ma il barile è rimasto tra i 70 e gli 80 dollari, nonostante l’instabilità a Gaza e nel Mar Rosso.

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