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Arabia Saudita e Emirati investono nell’estrazione mineraria

estrazione mineraria

Gli Stati del Golfo investono nell’estrazione mineraria per diversificare le loro economie

Arabia Saudita e Emirati Arabi stanno iniziando ad investire in alcuniPaesi, in particolare quelli africani, ricchi di materie prime essenziali per la transizione energetica. Gli obiettivi principali di questa operazione sembrano essere nichel e rame, materiali per i quali alcune aziende del golfo prima sconosciute stanno approntando enormi investimenti.

Questa operazione sembra iscriversi nei vari tentativi di Arabia Saudita ed Emirati di distanziarsi dal business che le ha rese le nazioni ricche di oggi: quello del petrolio. Entrambi gli Stati stanno cercando da una parte di cambiare la propria immagine di esportatori di idrocarburi a livello internazionale e dall’altro di diversificare la propria economia.

L’estrazione mineraria rappresenta sia un settore simile a quello in cui i due Stati hanno sviluppato per anni infrastrutture e competenze all’interno dei propri confini nazionali, sia un segmento molto più orientato verso la transizione energetica. La corsa ai metalli fondamentali per le batterie e per i semiconduttori rappresenta un potenziale significativo, che però ha al momento di fatto soltanto due grandi potenze in campo.

Da una parte c’è la Cina, che sta provando ad accentrare la maggior parte di queste risorse su di sé per garantirsi un posto di rilievo all’interno dei nuovi equilibri geopolitici della transizione energetica. Dall’altro le multinazionali occidentali, storicamente ben posizionate nel settore. Proprio in occidente, le aziende arabe ed emiratine avrebbero trovato una sponda importante per inserirsi nel settore dell’estrazione mineraria.

Gli Usa in particolare vogliono introdurre maggiore concorrenza in questo mercato, per contrastare, tramite due Paesi alleati, l’influenza che la Cina è stata in grado di esercitare su molti Paesi africani grazie alle sue infrastrutture estrattive. Non mancano però i dubbi riguardo a questa operazione. Gli Stati del Golfo non sono rinomati per la loro trasparenza e alcuni ambienti stanno avanzando preoccupazioni per eventuali violazioni ambientali o dei diritti umani nei Paesi in cui queste miniere potrebbero venire aperte.

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