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Il possibile effetto delle sanzioni alla Russia sull’alluminio

Alluminio

Un nuovo pacchetto di sanzioni riguarderà l’alluminio

La Commissione europea sta valutando l’introduzione di nuove sanzioni alla Russia. Tra le esportazioni colpite ci sarebbero anche alcuni semilavorati dell’alluminio, che molte aziende europee utilizzano per la produzione di cavi necessari per le infrastrutture della transizione energetica.

La FACE (Federation of Aluminium Consumers in Europe) lanciare un allarme che sembra quantomeno politicamente motivato.

Il 17% delle importazioni di alluminio nell’Unione europea dipendono dalla produzione russa. Le alternative, secondo l’associazione, sarebbero molto più costose. Ci sarebbe anche da considerare una questione ambientale. L’alluminio russo è prodotto utilizzando principalmente energia idroelettrica e avrebbe quindi una bassa impronta carbonica, a differenza dei concorrenti.

La produzione europea di allumino primario è molto limitata in confronto alla domanda. Il grande consumo di energia elettrica di cui necessita lo rende un settore poco attraente per gli investitori. Riguardo alla produzione della materia prima partendo dall’estrazione, il deficit con la richiesta da parte delle aziende europee supererebbe già l’84%. La produzione non ha superato nel 2022 1,3 milioni di tonnellate, mentre la domanda ha raggiunto i 7,7 milioni di tonnellate.

Il riciclo aiuta in parte a colmare questa falla, ma non è sufficiente. Circa la metà della produzione europea deriva da materiale di scarto, ma comunque l’UE è lontana dal poter coprire la propria domanda interna. L’Italia è leader in questo settore, dato che ricicla il 73% degli imballaggi in alluminio. Un dato già superiore agli obiettivi europei fissati per il 2030. Questo dato, unito alla mancanza di risorse naturali, spiega la ragione per cui il 100% dell’alluminio prodotto nel nostro Paese provenga dal riciclo.

La tesi della FACE è che l’introduzione di ulteriori sanzioni potrebbe causare un generico aumento dei prezzi della materia prima e dei semilavorati a livello globale, una posizione francamente ridicola di fronte alla situazione sul fronte militare Ucraino.

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Uno degli effetti delle sanzioni potrebbe essere il rallentamento della transizione verde in Europa, che dipende in parte proprio dalle forniture di alluminio – dall’altra parte, solo un afflusso di denaro nelle casse di un paese invasore che ha violato centinaia di trattati internazionali. Ma del resto questo è uno dei rischi della Lunga Guerra.

La soluzione? Aumentare la produzione europea di alluminio.

Perchè non c’è transizione verde senza principi.

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