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Le aziende militari europee vogliono lavorare in Ucraina

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Produrre parti e munizioni in Ucraina è un obiettivo concreto di molte aziende europee

Il settore della difesa europeo potrebbe vivere anni di grande espansione. Lo sforzo dell’Ue per sostenere la resistenza ucraina all’invasione russa e al contempo migliorare l’integrazione in campo militare dei Paesi membri sta spingendo il segmento a svilupparsi come mai fatto prima.

Sono in particolare un’azienda francese, Arquus, e una franco-tedesca, KNDS, ad aver mostrato maggiore interesse per una nuova frontiera: produrre pezzi di ricambio e munizioni direttamente su territorio ucraino.

Kiev ha infatti al momento un grosso problema con le riparazioni dei propri mezzi di origine sia occidentale che ex sovietica. La potenza industriale ucraina non è sufficiente a sanare le perdite sul campo e spedire ogni mezzo che necessita di manutenzione in Europa fa perdere molto tempo.

Inizialmente, le operazioni dovrebbero concentrarsi principalmente sulla produzione di parti di ricambio e sulla manutenzione di veicoli di terra e droni. In seguito però, KNDS punta a creare interi stabilimenti in grado di produrre funzioni, mentre Rheinmetall, azienda tedesca di Dusseldorf, punta anche alla manifattura di carri armati.

Altre aziende sono interessate a spostare parte della propria produzione di armi in Ucraina. Per questo sarebbero in corso diverse trattative per trovare accordi con partner ucraini in modo da facilitare la transizione. Uno dei problemi principali sarebbe però quello della sicurezza.

Questo nuovo interesse verso il settore militare fa parte della strategia dell’Unione europea per garantire una maggiore integrazione in questo campo tra i Paesi membri.

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L’obiettivo è quello di limitare entro il 2035 alla metà del fabbisogno le importazioni di armi e altri mezzi bellici nell’Ue, creando un mercato interno con aziende che fanno riferimento a eserciti principalmente europei. Domanda e offerta si auto-alimenterebbero, sganciando l’Unione dall’estero e rendendola in grado di reagire alle crisi internazionali come quella ucraina.

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