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Le potenzialità del nuovo investimento nelle acciaierie di Piombino

piombino
Mattia Luigi Nappi CC BY 3.0

Danieli e l’ucraina Metinvest hanno firmato un accordo per un piano di investimenti a Piombino

Piombino potrebbe presto tornare ad essere un polo siderurgico. Il gruppo Danieli, che costruisce impianti per la produzione di acciaio, e Metinvest, azienda ucraina che gestiva l’acciaieria di Mariupol Azovstal, distrutta dall’invasione russa, hanno firmato un protocollo d’intesa con il Governo, la Regione Toscana e il Comune di Piombino per un investimento di 2 miliardi nell’area dell’ex Lucchini, la storica acciaieria della cittadina in provincia di Livorno.

Le due aziende dovrebbero costruire un polo di circa 2,6 chilometri quadrati, specializzato nella produzione di acciai piani, quindi di bobine. La società ucraina si affiancherebbe a Jws, azienda di proprietà di una multinazionale indiana che gestisce la parte non dismessa della ex Lucchini, che invece produce acciai lunghi. Proprio Jws dovrebbe garantire un ulteriore investimento negli impianti di sua proprietà pari a 500 milioni di euro per operazioni di ammodernamento.

Se questi piani giungessero a compimento, in alcuni anni Piombino potrebbe tornare ad essere uno dei poli industriali della produzione d’acciaio più importanti d’Europa. La produzione stimata dei nuovi impianti dovrebbe essere di 3.000 tonnellate all’anno, soltanto 1.000 in meno di quanto sia in grado di produrre l’ex ILVA di Taranto, l’acciaieria più grande d’Europa. Metinvest promette la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro e l’assunzione di eventuali lavoratori licenziati o messi in cassa integrazione da Jws.

L’investimento sarebbe strategico sia per la capacità di produrre acciaio dell’intero Paese, compromessa dalle difficoltà dell’ex Ilva, che per l’economia locale, in crisi dalla privatizzazione delle acciaierie nel 1993. Non è però sicuro che questo piano possa essere realizzato. Serve infatti la collaborazione di Jws, che ha già rifiutato un primo piano proposto dal Governo in un incontro a Roma. L’esecutivo si dice però ottimista sulle possibilità di raggiungere un accordo con la multinazionale indiana e quindi rilanciare la produzione di acciaio a Piombino.

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