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Tesla verso la stampa 3D

Tesla verso la stampa 3D

Tesla verso la stampa 3D. Il processo attuale di Tesla per la costruzione del popolare SUV Model Y impiega già un uso unico di pressofusioni ad altissima pressione

che possono stampare sia le parti anteriori che quelle posteriori del veicolo. Tesla chiama questo processo “gigacasting“, che alcuni esperti ritengono già altamente efficiente ed economico rispetto alle fabbriche degli altri produttori di automobili. Ma ora Tesla sta cercando di alzare ulteriormente l’asticella.

La nuova tecnica segreta di Tesla inizia con un processo di realizzazione degli stampi aggiornato utilizzando la stampa 3D e la sabbia industriale. La creazione di stampi in metallo fuso può costare milioni di dollari per apportare modifiche anche minime quando si passa alle dimensioni di un veicolo e di solito i produttori di automobili evitano questa opzione.

Ma Tesla sta procedendo utilizzando una nuova tecnica con la sabbia che può costruire lo stampo stratodopo strato e renderlo più facile da modificare successivamente. Secondo Reuters, le leghe di alluminio utilizzate per produrre fusioni non si comportavano come previsto, ma gli specialisti delle fusioni hanno modificato la formula delle leghe e perfezionato i processi di raffreddamento e trattamento termico per farlo funzionare.

Una volta raggiunto questo obiettivo, Tesla potrebbe stampare un intero sottoscocca in un unico pezzo invece di due o più, come avviene attualmente. In genere, i sottoscocca dei veicoli vengono costruiti saldando insieme pezzi e lasciando una struttura vuota che aiuta strutturalmente l’auto in caso di collisione. Ma Tesla ha in programma di farlo in un’unica gigafusione utilizzando uno stampo nuovo che include anime in sabbia solida stampate in 3D all’interno. Dopo la fusione, la sabbia viene rimossa, lasciando la stessa struttura vuota senza la necessità di saldare pezzi insieme.

La nuova tecnica di fusione sta raggiungendo la fase finale di sviluppo, ma comporta anche alcune nuove sfide. In primo luogo, le fonti affermano che Tesla avrebbe bisogno di “gigapresse” più potenti e di dimensioni notevolmente superiori rispetto a quelle già enormi attualmente in uso. Ciò significherebbe anche che Tesla avrebbe bisogno di più spazio per ospitare queste nuove presse. In secondo luogo, a pressioni più elevate, la tecnica delle anime in sabbia stampate in 3D potrebbe non funzionare. Un’altra opzione potrebbe coinvolgere l’iniezione lenta di lega fusa per accomodare le anime in sabbia, ma ciò rallenterebbe la produzione.

Se Tesla riuscisse a risolvere gli ultimi ostacoli, potrebbe rappresentare la chiave per accelerare il suo processo di produzione. Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha menzionato un nuovo processo di produzione “non confezionato” come parte del suo terzo piano strategico per l’azienda. Questo processo potrebbe velocizzare la produzione dei veicoli iniziando con la fusione in un unico pezzo, verniciando solo le parti che necessitano di verniciatura e assemblando il resto dei componenti in un’unica fase.

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