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Toyota e Stellantis puntano ancora sull’ibrido

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I colossi  Toyota e Stellantis puntano ancora sull’ibrido per contrastare l’elettrico

Toyota ha annunciato una nuova generazione dei suoi motori ibridi. La casa giapponese è stata tra le prime in assoluto a puntare sulla combinazione di unità a combustione e batterie per le sue auto e per il momento il mercato sembra voler premiare questo approccio.

I nuovi motori saranno tra il 10% e il 20% più efficienti nello sfruttare la combinazione di batterie e combustione. Saranno prima impiegati nelle auto ibride, senza possibilità di ricaricare la batteria tramite fonti esterne, e solamente in seguito nelle ibride plug-in. I combustibili disponibili dovrebbero essere sia il gasolio che la benzina, ma anche altri a minori emissioni come l’idrogeno o i cosiddetti e-fuel. L’obiettivo è quello di continuare a vendere queste auto anche dopo che le restrizioni avranno portato a zero l’anidride carbonica che i veicoli potranno emettere.

In Italia nel frattempo è arrivata la notizia, data direttamente dall’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares, che nell’impianto torinese di Mirafiori sarà prodotta, oltre alla 500 elettrica, anche quella ibrida. La nuova linea partirà nel 2026, dopo che l’azienda avrà dotato la fabbrica delle strutture necessarie per gestire auto con motori a combustione. A Mirafiori infatti si assemblavano esclusivamente 500 elettriche nelle linee Fiat.

La scelta di puntare ancora sull’ibrido è una risposta alle tendenze di mercato. Rispetto al 2023, anno record della crescita di vendite delle auto elettriche, la spinta verso la transizione ecologica nel mondo dell’automotive da parte dei consumatori ha rallentato bruscamente. Da una crescita del 30% su base annua si è passati a una del 3%, con serie ripercussioni.

Nel frattempo molti consumatori hanno deciso di puntare sulle auto ibride. Oltre ad avere consumi chiaramente inferiori rispetto a quelle a combustione, questi modelli compensano alcuni dei difetti di cui i clienti hanno più paura al momento dell’acquisto di un’auto elettrica: la rete di distribuzione e l’autonomia. Per questa ragione, nonostante incomba in teoria la fine della vendita di auto a combustione in Europa, nel 2035, la produzione di vetture ibride non sembra aver intenzione di rallentare.

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