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Industria

Ucimu: in calo gli ordini dei macchinari nel primo trimestre 2023

Secondo quanto riportato dal centro studi & cultura d’impresa di Ucimu, nel primo trimestre 2023 gli ordini per le macchine utensili hanno subito un calo del 23,7% rispetto al primo trimestre 2022.

Il motivo è da riscontrarsi nella riduzione della raccolta ordinativi che i costruttori hanno registrato sia sul mercato estero che sul mercato interno.

La dichiarazione di Barbara Colombo

Come ha commentato Barbara Colombo, Presidente Ucimu. Sistemi per produrre: L’indice degli ordini relativo al primo trimestre appena elaborato dal nostro Centro Studi mostra un evidente rallentamento dell’attività di raccolta commesse sia in Italia che all’estero. Le aziende stanno comunque lavorando bene e ci aspettiamo che Lamiera, la manifestazione dedicata al segmento della deformazione e taglio della lamiera che si apre a Milano tra un paio di settimane, confermi queste considerazioni”.

Prosegue Colombo: “Il calo registrato in questo primo scorcio di anno non ci preoccupa, piuttosto deve farci riflettere attentamente sulle strategie che le nostre aziende devono definire per il futuro di medio periodo. Sul fronte estero, la diminuzione registrata in questo trimestre, considerata anche la pressoché totale saturazione della capacità produttiva delle nostre aziende, impegnate a evadere il boom di commesse pregresse, potrebbe essere determinata, almeno in parte, dalla decisione dei costruttori italiani di concentrarsi per lo più sul mercato interno il cui presidio è certamente più agevole”.

“Sul fronte interno, la diminuzione delle commesse è determinata da più fattori: anzitutto l’anticipo al trimestre precedente (quarto trimestre 2022) di gran parte degli investimenti che erano in programma da parte degli utilizzatori italiani che si sono voluti assicurare l’incentivo del credito di imposta al 40% sapendo che, con l’anno nuovo, l’aliquota sarebbe stata dimezzata; la fiammata registrata dall’indice del quarto trimestre 2022 lo dimostra. In secondo luogo, il calo è conseguenza del naturale ridimensionamento della domanda che non poteva certo reggere i ritmi a cui ci aveva abituato negli ultimi tempi”.

“Detto questo, il mercato italiano” ha continuato la presidente di Ucimu-Sistemi per Produrre “è comunque ancora predisposto ad investire. Il processo di ammodernamento dell’Officina Italia non è concluso. Deve raggiungere ancora una parte delle imprese, specie quelle di piccole dimensioni, che sicuramente hanno bisogno di più tempo per approcciare un tema di questo genere che ha implicazioni sull’intera organizzazione aziendale. In ragione di ciò, occorre assicurare continuità al Piano Transizione 4.0, a nostro avviso, legando al tema della digitalizzazione quello della sostenibilità che, insieme, rappresentano i pilastri della produzione manifatturiera del futuro. Per questo ribadiamo alle autorità di governo la necessità di poter disporre di un sistema modulare di incentivi fiscali che possano essere tra loro combinati al crescere della complessità del sistema prodotto. Il programma, in concreto, dovrebbe prevedere tre differenti crediti di imposta anche cumulabili tra loro”.

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