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Ita ed Eni, il piano di privatizzazioni del Governo è cominciato

Privatizzazioni

Il Governo italiano ha un piano di privatizzazioni da 20 miliardi di euro

Il Governo italiano vuole ottenere entro il 2026 circa 20 miliardi dalle privatizzazioni di alcune aziende parzialmente controllate dallo Stato. L’obiettivo è quello di ridurre il debito tramite la cessione a investitori privati di questi asset, per alleggerire il peso degli interessi sul bilancio.

Il primo risultato in questo senso il Governo lo ha ottenuto con l’accordo per la cessione di Ita Airways a Lufthansa. La compagnia aerea, nata dopo il fallimento di Alitalia, vedrà inizialmente gli investitori tedeschi entrare con il 41% delle quote, frutto di un aumento di capitale di 325 milioni di euro. Successivamente Lufthansa acquisirà il resto delle azioni dell’azienda.

Questa operazione è però finita sotto indagine antitrust da parte della Commissione europea. L’UE teme che le rotte aeree da e verso l’Italia potrebbero subire un aumento di prezzo dei biglietti per l’eccessivo controllo del mercato da parte della compagnia tedesca. Il giudizio definitivo sulla questione arriverà soltanto a inizio giugno.

Altro passo verso il raggiungimento dei 20 miliardi che il Governo spera di ricavare dalle privatizzazioni sarebbe, secondo quanto anticipato dal sito Politico, la vendita del 4% delle azioni di Eni. Lo Stato controlla il 30% della società petrolifera italiana, che ha una capitalizzazione di mercato di poco meno di 50 miliardi. La vendita di queste quote sul mercato potrebbe garantire un introito di circa 2 miliardi, il 10% del totale che il Governo spera di ricavare dall’intera campagna di privatizzazioni.

Altra candidata, in quanto società quotata, ad essere venduta è Poste Italiane. Più complesso invece, cedere Ferrovie dello Stato, società su cui pesa la mancanza di una vera e propria valutazione degli asset, su tutti la rete ferroviaria stessa. In altri casi alcune aziende, come Enel o Leonardo, agiscono in settori ritenuti troppo strategici per lasciare che lo Stato ne perda il controllo.

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