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La COP28 ha ottenuto risultati sorprendenti

COP28

La conferenza sul clima COP28 ha ottenuto dei passi avanti

La COP28, conferenza sul clima organizzata dall’ONU per limitare i danni del cambiamento climatico, ha ottenuto risultati sorprendenti rispetto alle previsioni della vigilia. Molti osservatori erano pessimisti sulla possibilità che un evento di questo tipo, tenuto negli Emirati Arabi, uno degli stati che più in assoluto si basa sui combustibili fossili per garantire il proprio benessere, potesse arrivare a risultati soddisfacenti.

Rimanendo comunque un evento politico, quindi senza poter far assumere impegni vincolanti a nessuno degli Stati partecipanti, la COP28 si è conclusa in maniera positiva. Nella dichiarazione finale si parla di un allontanamento progressivo dalle fonti fossili. Una formula che ha evitato il tanto temuto “Phase out”, a cui si sono opposti i grandi Stati petroliferi. Ma anche un accordo tra i più avanzati della storia della conferenza sul clima.

Il testo finale parla inoltre di triplicare l’apporto di energia generata da fonti rinnovabili entro il 2030. Si tratta del primo riconoscimento della portata del cambiamento necessaria per evitare i danni più gravi del cambiamento climatico.

La situazione climatica rimane però molto grave. Gli scienziati continuano a ribadire che sarebbe necessario rimanere sotto all’aumento di 1,5 gradi celsius di media dall’era pre industriale. Un problema, dato che stando anche alle previsioni più ottimiste, questa soglia sarà superata entro il 2027. Anche se negli ultimi anni molti Paesi hanno ridotto la crescita delle emissioni di gas serra, il mondo sembra ancora molto lontano dalla loro riduzione.

La dichiarazione finale della COP28 rimane una vittoria importante sia dei Paesi più impegnati sul fronte climatico, come quelli dell’Unione europea, sia per tutti quegli Stati che sono più esposti agli eventi estremi causati dal cambiamento climatico e hanno minori risorse per affrontarli. Un esempio sono gli stati insulari del pacifico, come la Micronesia, che hanno fatto sentire la propria voce durante la conferenza sul clima, affermando che non avrebbero mai firmato la loro “condanna a morte”. Il riferimento era a un accordo che non prevedesse l’allontanamento dalle fonti fossili.

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