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Una scuderia italiana di Formula 1 punta sulla manifattura additiva

manifattura additiva f1

Visa Cash App RB F1, la vecchia Toro Rosso, vuole portare la stampa 3d in Formula 1

L’azienda di manifattura additiva Roboze ha stretto una partnership con la scuderia italiana di Formula 1 Visa Cash App RB F1. Dietro al nome, complicato dallo sponsor, si cela quella che un tempo fu la Minardi e che da anni ormai è di proprietà di RedBull (da cui le lettere RB nel nome) che ne ha fatto la sua seconda squadra nel massimo campionato automobilistico mondiale.

Visa Cash App RB F1 ha deciso di stringere questa partnership per poter utilizzare le ultime tecnologie di stampa 3D per le proprie auto. Gli obiettivi principali sono due: il primo è utilizzare la manifattura additiva per creare parti della monoposto che, per le loro geometrie complesse, non possono essere fatte in altro modo. L’altro è sostituire le parti in metallo con materiali compositi tipici della stampa 3D, con il fine di risparmiare peso sulla vettura e aumentarne di conseguenza il potenziale in accelerazione e in velocità di punta.

Roboze è un’azienda italiana, con sede a Bari: “La nostra tecnologia permette di sostituire le parti metalliche per ridurre il peso delle monoposto. Tutto questo consentirà a Visa Cash App RB di ottenere significative riduzioni di peso, miglioramenti nell’efficienza aerodinamica e un aumento della resistenza strutturale delle sue auto” ha detto l’amministratore delegato di Roboze Alessio Lorusso.

“Il team Visa condivide la nostra passione per l’innovazione e l’eccellenza. Questa partnership rappresenta un passo avanti significativo nella missione per la quale lavoriamo ogni giorno: superare i limiti della tecnologia di stampa 3D, portando i nostri materiali avanzati direttamente sulle piste di Formula 1” ha poi concluso l’imprenditore pugliese.

Oltre alla sede barese, Roboze ne ha aperte altre due: la prima degli Stati Uniti, a Huston, in Texas, e l’altra a Milano, più di recente. Il giro d’affari dell’azienda ammonta a circa 150 milioni di euro l’anno e in tutto sta per arrivare a toccare quota 150 dipendenti.

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