Avrage B2B Publishing

Digita cosa vuoi trovare

Attualità

Le nuove guerre stanno cambiando l’industria militare

militare

Il settore militare si sta adattando ai nuovi modi di fare la guerra

Negli ultimi due anni l’instabilità internazionale è cresciuta improvvisamente. Diversi conflitti che erano rimasti per anni in una fase di limitato impiego di mezzi e uomini, hanno visto la loro intensità aumentare diventando vere e proprie guerre. I due esempi principali sono l’invasione russa dell’Ucraina e la guerra tra Israele e Hamas, ma anche l’Africa occidentale, dal Sudan alle tensioni tra Etiopia e Eritrea, si sta destabilizzando.

L’industria militare ha seguito questi sviluppi crescendo a un ritmo elevato in questo ultimo periodo. Le maggiori multinazionali degli armamenti hanno dimostrato ottima salute, crescendo di circa il 10% dallo scoppio della guerra in Ucraina. Anche gli investitori hanno colto l’occasione e sui mercati azionari i titoli delle compagnie legate alla difesa sono cresciuti del 15% in un anno. Leonardo, la principale azienda italiana del settore militare, ha raddoppiato il valore delle sue azioni negli ultimi 12 mesi.

Questa crescita si basa soprattutto su due fattori. Da una parte il conflitto in Ucraina ha dimostrato che i metodi più tradizionali di combattimento non sono superati. Carri armati, artiglieria, missili e armi di precisione risultano ancora fondamentali per condurre le operazioni militari. Questo ha permesso alle aziende della difesa di reinvestire in attività che iniziavano ad essere ritenute datate.

Questi stessi conflitti hanno però dimostrato come alcune nuove tecnologie possano essere integrate nei combattimenti. I droni, sia per azioni offensive che per ricognizione, ne sono un esempio eclatante. L’Ucraina utilizza anche prodotti pensati per l’uso civile per entrambi gli scopi, data la loro efficacia.

L’improvviso aumento della domanda ha però messo in difficoltà alcune aziende. Scalare la produzione, ferma da decenni sugli stessi standard, per soddisfare i Paesi europei che devono riempire le proprie scorte svuotate dalle donazioni a Kiev, non è semplice. Un’altra sfida in questa situazione è quella di continuare a mantenere una quantità di risorse per l’innovazione quando la produzione richiede un’improvviso aumento degli investimenti.

--
--

Whitepaper | Manifattura 5.0

--

Potrebbero interessarti

Industria

Liberty ha uno stabilimento anche a Piombino, ma è in crisi da anni

Logistica e Trasporti

Molti grandi porti, tra cui quello di Livorno, si sono riempiti di auto elettriche

Attualità

Le navi commerciali non sono al sicuro nemmeno sulla rotta di Capo di Buona Speranza

Attualità

Un equilibrio tra caldo e freddo, riscaldamento e raffrescamento, all’insegna del comfort in tutti gli ambienti.

--