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Vagoni e trimarani: crescono i trasporti “impossibili” di Bracchi

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Annata record per il Regional Office di Sorbolo (PR).

Il colosso dei trasporti bergamasco svolge una parte importante del proprio business nei trasporti eccezionali. Cristian Mavilla: “Siamo tornati a crescere dopo il Covid”.

L’annata record

A Sorbolo, in provincia di Parma, ci sono i professionisti dei trasporti eccezionali. Qui ha sede il nuovo Regional Office di Bracchi aperto a seguito dell’acquisizione di Peterlini, azienda con una storia ultradecennale (la fondazione è del 1967), recentemente acquisita dal gruppo Bracchi di Bergamo. La specialità sono i trasporti eccezionali, quelli fino a 80-100 tonnellate: trasporti pesanti e di grandi dimensioni per il settore industriale, elettromeccanico e delle energie fossili. Dai macchinari industriali alle macchine operatrici da cantiere, dalle imbarcazioni agli shelter fuori sagoma: se c’è qualcosa di enorme da trasportare su gomma, gli specialisti a livello nazionale operano nella sede emiliana di Bracchi.

A disposizione hanno 1.500 metri quadri di deposito e 11.000 metri quadri di piazzale, in uno spazio recintato, illuminato e custodito da personale e video sorveglianza a circuito chiuso. Sono una quindicina i lavoratori occupati attualmente nel Regional Office di Sorbolo, il cui fatturato si prevede essere intorno ai quattro milioni nel 2021, in netta crescita dopo il rallentamento dovuto al Covid. “Abbiamo raddoppiato i servizi nel corso dell’anno, i grandi trasporti sono ricominciati”, spiega Cristian Mavilla.

Dopo l’ingresso in Bracchi abbiamo esteso ulteriormente i nostri servizi, offrendo nuove opportunità ai nostri clienti. Quando si tratta di “trasporti impossibili” noi siamo pronti a disegnare un progetto che parte dal cantiere, attraversa chilometri di asfalto e arriva a destinazione spostando ogni ostacolo che possa esserci nel mezzo”. Gli investimenti aziendali sono focalizzati in ottica green, si punta a sostituire tutti i mezzi in Euro 6 e si sta guardando anche all’elettrico. “La logistica, anche quella dei trasporti eccezionali, deve esser sempre più vissuta in ottica ecosostenibile”, spiega Mavilla.

Peraltro, è facile vedere Bracchi quando si muove. Può capitare di notte, come con un recente trasporto da 6,2 metri di diametro sulla viabilità ordinaria: uno spazio molto maggiore rispetto alle normali carreggiate. È stato necessario smontare paracarri e semafori, cartelli e ogni altro ostacolo che fosse possibile rimuovere come ad esempio i cavi elettrici. “In casi come questi, è fondamentale realizzare prima dei sopralluoghi, studiando nel dettaglio i punti di ancoraggio e sollevamento”, precisa ancora Mavilla.

Ma è capitato anche di spostare la statua di uno scultore verso il Belgio con estrema attenzione alla preziosità dell’opera d’arte e di come muoverla tra cancelli e strade piccole. Più spettacolare il trasporto di un elicottero da 90 milioni di euro, in molti si sono fermati ad osservarli in strada. Nel curriculum aziendale ci sono mega trasporti davvero particolari. Ad esempio, un recente progetto in Russia di intermodale con tre trasbordi tra traghetti e rotaie. In Finlandia sono stati invece trasportati dei macchinari per sgombrare la neve dagli aeroporti. A Barcellona, in Spagna, un carro di manutenzione per le ferrovie. In Belgio una siviera, ossia quell’enorme “bicchiere” che si usa nelle acciaierie. Anche se il fiore all’occhiello per l’azienda è forse quel trimarano con pezzi lunghi 29 metri trasportato dalla Bergamasca alla costa atlantica della Francia, via strade provinciali: in molti, tra i competitor, hanno rifiutato la sfida.
 

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