La robotica italiana supera la soglia del miliardo di euro e si conferma uno dei comparti più dinamici del panorama tecnologico nazionale.
A evidenziarlo è l’Italian Tech Landscape 2026, il rapporto realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, che fotografa un ecosistema in forte evoluzione dove software, intelligenza artificiale e automazione avanzata stanno ridefinendo il concetto stesso di Made in Italy industriale.
Secondo lo studio, il settore genera 1,1 miliardi di euro di ricavi complessivi, impiega 2.954 addetti specializzati e comprende 22 soluzioni tecnologiche censite. Numeri che raccontano un mercato già maturo dal punto di vista commerciale e caratterizzato da un’elevata produttività: il ricavo medio per soluzione sfiora i 22 milioni di euro, mentre il valore generato per dipendente supera i 356 mila euro.
“La robotica non è più soltanto meccanica di precisione – spiega Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy – ma un ecosistema deep-tech in cui software, percezione e autonomia decisionale diventano gli elementi centrali della competitività industriale”.
Lombardia in testa, Toscana e Puglia consolidano la crescita
L’analisi territoriale conferma il ruolo guida della Lombardia, che si afferma come principale polo nazionale della robotica sia per numero di soluzioni sviluppate (6) sia per fatturato, con 187 milioni di euro, pari a oltre un quarto dei ricavi nazionali del comparto.
Alle sue spalle si colloca la Toscana, con 5 soluzioni e 132 milioni di euro di ricavi, mentre la Puglia conquista il terzo posto grazie a 3 soluzioni e circa 30 milioni di euro di fatturato.
Il panorama dell’innovazione robotica italiana comprende anche:
- Liguria: 23,4 milioni di euro e 2 soluzioni;
- Piemonte: 23,7 milioni e 2 soluzioni;
- Emilia-Romagna: 9,4 milioni e 1 soluzione;
- Marche: 5,7 milioni e 1 soluzione;
- Veneto: 4,5 milioni e 1 soluzione;
- Campania: 1 soluzione censita.
La distribuzione geografica evidenzia un asse dell’innovazione che attraversa Nord e Centro Italia ma che vede crescere anche il contributo del Mezzogiorno, in particolare della Puglia.
Dai robot alle piattaforme intelligenti
Il rapporto sottolinea come il settore stia vivendo una trasformazione profonda. L’integrazione tra intelligenza artificiale, computer vision, edge computing e digital twin sta spostando il valore dalla componente hardware alle capacità software e di gestione dei dati.
“In molte realtà industriali – osserva Brigida – le aziende della robotica stanno evolvendo in vere e proprie software house industriali. La sfida non è più automatizzare singole operazioni, ma passare da una produzione programmata a una produzione adattiva, capace di apprendere e reagire in tempo reale”.
Questa evoluzione si inserisce pienamente nella traiettoria della Transizione 5.0, dove il dato diventa il cuore della fabbrica e l’AI l’infrastruttura decisionale che coordina processi, manutenzione, qualità e logistica.
I campioni nazionali del settore
La classifica dei principali operatori per ricavi vede in testa alcuni dei nomi storici dell’automazione italiana:
| Impresa | Ricavi |
| Comau | 187 mln € |
| System Logistic | 132 mln € |
| Indeva Group | 30 mln € |
| Oppent | 23,7 mln € |
| Campetella Robotic Center | 23,4 mln € |
| Roboze | 9,4 mln € |
| CRP Technology | 5,7 mln € |
| Oversonic | 4,5 mln € |
| Capio Robotics | 2,8 mln € |
| Euclid Labs Video And Robotic | 2,5 mln € |
La presenza di questi player conferma la capacità dell’industria italiana di competere nei segmenti ad alto contenuto tecnologico dell’automazione, dalla logistica intelligente alla robotica collaborativa fino alla manifattura additiva.
La nuova frontiera del Made in Italy
Per La Tech Made in Italy, i dati dell’Italian Tech Landscape 2026 segnalano un cambiamento strutturale: accanto ai tradizionali simboli dell’eccellenza italiana – moda, design e agroalimentare – emerge una nuova identità fondata su scienza, tecnologia e capacità ingegneristica.
“Siamo di fronte a un passaggio storico – conclude Brigida – in cui tecnologia e manifattura convergono in piattaforme industriali intelligenti. La robotica e il software non rappresentano un’alternativa all’identità produttiva italiana, ma il suo sviluppo più avanzato e strategico”.
La sfida, per l’Italia e per l’Europa, non riguarda più soltanto la fattibilità tecnica delle soluzioni robotiche, ma la costruzione di ecosistemi interoperabili, regolamentati ed eticamente sostenibili, capaci di generare impatto economico e sociale nell’industria, nella sanità e nei servizi. Una prospettiva che potrebbe trasformare la robotica in uno dei pilastri della competitività europea dei prossimi anni.
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