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Industria

Sipal si rinnova: l’evoluzione strategica tra manifattura avanzata, aerospazio e cyber-sicurezza fisica

Sipal

Il settore del manufacturing italiano sta attraversando un periodo di trasformazione importante, dovuto a cambiamenti profondi in alcuni segmenti che da sempre rappresentano lo sbocco naturale di diverse aziende.

Da una parte, l’automotive sta affrontando, non senza difficoltà, la transizione alla mobilità elettrica. Una sfida che comporta profonde modifiche nelle modalità di lavoro, ma anche negli strumenti e nei macchinari necessari per la costruzione di un’automobile e delle sue parti.

Dall’altra, una serie di investimenti pubblici e privati stanno rafforzando il settore della difesa e dell’aerospazio. Le iniziative europee per aumentare la produzione di sistemi militari in Europa stanno creando un ambiente dinamico, con grandi possibilità economiche e progetti ambiziosi.

In questo contesto si posiziona Sipal. Nata come società di servizi, negli ultimi anni l’azienda ha affrontato una trasformazione profonda, diventando un partner tecnologico focalizzato su prodotti customizzati ad alto contenuto innovativo.

Abbiamo intervistato il Direttore Generale Marco Venanzetti e Gian Piero Giaccardi, Responsabile della Business Unit Manufacturing, per farci raccontare questa rivoluzione industriale, l’imminente trasferimento nel nuovo stabilimento di Montà e le sfide in un settore cruciale come l’aerospazio e la difesa.

La trasformazione aziendale e il nuovo posizionamento

Negli ultimi tre anni Sipal è stata protagonista di una trasformazione radicale. Come si è sviluppato questo percorso e quali obiettivi vi ponete per il futuro?

Venanzetti: «Negli ultimi tre anni Sipal ha vissuto una vera e propria rivoluzione strategica. Sono arrivato con un mandato molto preciso: traghettare l’azienda da una realtà prettamente di servizi a basso valore aggiunto, principalmente focalizzata sul supporto logistico integrato, verso un modello incentrato su prodotti proprietari e tecnologie avanzate. Abbiamo quasi completato questo percorso, che ha visto anche la cessione del ramo d’azienda della logistica ad Accenture. Questa operazione ha dimezzato il numero dei dipendenti, ma ha creato i presupposti economico-finanziari e programmatici necessari per sviluppare la nostra vera vocazione: l’innovazione tecnologica, con un focus particolare sui settori della sicurezza. Oggi vogliamo far conoscere al mercato la “nuova  Sipal”».

Entrando nel dettaglio, come nasce e come si è strutturata la Business Unit Manufacturing?

Giaccardi: «Questo percorso è iniziato circa 6 o 7 anni fa. Sipal possedeva già competenze nell’ingegneria di prodotto, lavorando al fianco di grandi player dell’automotive e dell’aerospazio con studi di progettazione pura. A un certo punto, analizzando il mercato, abbiamo deciso di fare un salto di qualità: non solo progettare, ma realizzare prodotti verticalizzati, integrando le fasi di costruzione, montaggio, test e installazione per il cliente finale.

Inizialmente abbiamo avviato una fase “leggera”, appoggiandoci a fornitori esterni per la componentistica. Successivamente abbiamo scelto di acquisire un’azienda già strutturata sul mercato: la ex Officina Chiarlone di Corneliano d’Alba, una PMI di circa 25 persone specializzata in lavorazioni di macchine utensili, montaggio e collaudo. Dalla fusione di queste competenze è nata Sipal Manufacturing. Oggi il 70% del nostro business è orientato all’Aerospace e all’Aeronautica; il 15-20% è assorbito dal mondo Food (lavoriamo storicamente per Ferrero) e il restante 10% è dedicato a lavorazioni meccaniche per aziende minori».

La svolta di Montà: un polo produttivo da 15.000 mq

A proposito di crescita, è imminente il trasferimento nel nuovo stabilimento di Montà. Cosa cambierà a livello operativo?

Giaccardi: «Il passaggio al nuovo sito di Montà, di proprietà del Gruppo FININC di cui Sipal fa parte, rappresenta una svolta logistica e produttiva enorme. Passeremo dall’attuale area di circa 2.500-3.000 metri quadri a una superficie complessiva di 15.000 metri quadri. Il trasferimento inizierà durante l’estate con l’obiettivo di essere pienamente operativi entro l’autunno.

Questo spazio ci permetterà di internalizzare processi speciali che prima esternalizzavamo. Abbiamo installato una nuovissima cabina di verniciatura a liquido di 36 metri (con aree dedicate a smerigliatura, preparazione e altoforno) e ampliato il reparto di saldatura con sistemi all’avanguardia per ogni tipo di lega metallica. Inoltre, potenzieremo il parco macchine utensili. Il nuovo stabilimento disporrà di mezzi di sollevamento importanti, come carroponti fino a 10 tonnellate con altezze di 8,5 metri, fondamentali per la movimentazione di strutture importanti. Non ultimo, l’area ci garantisce ampi margini di espansione futura senza vincoli volumetrici».

Quali sono gli obiettivi di mercato legati a questo investimento?

Giaccardi: «L’obiettivo è implementare una “meccanica integrata”. Vogliamo aumentare il nostro know-how meccanico a supporto della nostra Business Unit Cyber, che ha sede a Roma, creando soluzioni d’eccellenza che uniscano hardware e software. Inoltre, un altro passo strategico sarà la costruzione di componenti meccaniche per il Gruppo FININC, la holding di cui Sipal fa parte, una solida realtà che opera nel settore delle grandi infrastrutture come ponti, autostrade e strutture ospedaliere».

Flessibilità e Co-Design: il rapporto con il cliente

Come si sviluppa la vostra catena del valore, dal primo contatto con il cliente fino alla consegna del prodotto finale?

Giaccardi: «I grandi player, come il Gruppo Leonardo o Thales Alenia Space, non ci considerano semplici fornitori, ma veri e propri partner e “risolutori di problemi”. Noi non facciamo prodotti di serie, realizziamo unicamente soluzioni su misura (custom). Spesso il cliente ci sottopone un problema operativo o la necessità di simulare condizioni estreme,  come il comportamento di un satellite nello spazio, e noi sviluppiamo la soluzione partendo da zero.

Il processo si articola in diverse fasi. Attraverso il co-design e l’avamprogetto sviluppiamo uno studio di massima basato sulle specifiche richieste (vincoli di peso, ingombri, materiali). Si passa  poi ai calcoli strutturali e all’ingegneria, fase in cui verifichiamo il comportamento dei materiali combinandoli per ottimizzare leggerezza e resistenza, sotto stress e sollecitazioni. La fase successiva è la produzione interna: Il 60-70% della lavorazione meccanica (fresatura, tornitura, elettroerosione) avviene nei nostri reparti. Il lavoro si conclude con il proof test e la certificazione. Ogni collaudo viene eseguito internamente, spesso in presenza dei tecnici del cliente, rilasciando infine la certificazione CE per l’immissione sul mercato».

Venanzetti: «Lato commerciale abbiamo fortemente potenziato la struttura di Customer Support. La nostra filosofia è rigorosamente tailor-made. Abbiamo concepito la nostra architettura tecnologica come un iPhone: creiamo un “sistema operativo” di base flessibile e robusto, sul quale andiamo poi a installare le “applicazioni” verticali richieste dal cliente. Questo richiede un dialogo e un’interlocuzione continua e ad altissimo livello».

La competizione nel settore Difesa e Aerospazio

Il comparto dell’Aerospazio e della Difesa sta vivendo una crescita esponenziale nel nostro Paese. Come state affrontando questo momento e le sfide che ne conseguono?

Vananzetti: «È un momento di forte espansione, un treno su cui il Ministero stesso chiede alle aziende italiane di salire per supportare la crescita del sistema Paese. Tuttavia, una crescita così repentina porta con sé rischi significativi: richiede massicci investimenti sia in capitale finanziario che umano.

Allo stesso tempo, la Difesa è un comparto con budget di spesa in grande crescita che sta attirando moltissimi concorrenti. La competizione sta aumentando esponenzialmente e la sfida verrà vinta non solo da chi è strutturato meglio finanziariamente, ma da chi saprà offrire le soluzioni tecnologiche migliori e più rapide».

In un mercato così affollato e competitivo, quali sono i fattori distintivi di Sipal? Perché un cliente dovrebbe scegliere voi?

Venanzetti: «Ci distinguiamo per tre pilastri fondamentali:

La specializzazione nella “Securtech” (Cyber-sicurezza fisica): A differenza della cyber-sicurezza logica, dove il mercato è saturo di player, noi operiamo nella protezione fisica e software di apparati, infrastrutture critiche e processi. Abbiamo un’esperienza unica nata anni fa con il programma F35. Accettammo quel contratto, affrontando molte difficoltà sia si carattere tecnico che economico, intuendo che ci avrebbe permesso di acquisire un know-how esclusivo sugli standard e sulle stringenti normative americane per le infrastrutture classificate. Oggi, quel bagaglio di competenze è diventato lo standard per i nuovi programmi internazionali, come il G-CAP, posizionandoci come l’unico partner italiano con un’esperienza di questo tipo.

Ricerca & Sviluppo avanzata: Cinque o sei anni fa, in tempi non sospetti, abbiamo investito cifre importanti su un team R&S composto da giovani talenti, focalizzandoci su Intelligenza Artificiale, Realtà Aumentata e Digital Twin. Oggi non presentiamo prototipi, ma prodotti finiti, maturi e pronti al mercato.

Agilità e solidità finanziaria: Pur essendo tecnicamente una grande impresa, Sipal mantiene una struttura snella e agile. Con la garanzia di un solidità finanziaria e di investimento data dal gruppo FININC;  holding che fa capo a un’unica famiglia, oggi come ieri ai vertici delle principali società e con una storia di oltre mezzo secolo. Il GRUPPO FININC è uno dei principali operatori italiani specializzati nel settore delle concessioni e nella progettazionecostruzione e gestione di grandi opere infrastrutturali sia in Italia che all’estero, con un backlog di oltre 11 miliardi di euro.

Questo ci consente di finanziarci spesso con mezzi propri, garantendo stabilità assoluta ai partner della Difesa, senza le turbolenze tipiche di altre realtà del mercato».

L’Integrazione tra Hardware e Software

Avete accennato a una forte sinergia tra i laboratori di Ricerca e lo stabilimento produttivo. Ci può fare un esempio pratico di questo vantaggio competitivo?

Venanzetti: «Fare tutto “in casa” accorcia drasticamente i tempi di sviluppo e riduce i cicli di rilavorazione. Recentemente ci è stato richiesto di progettare e costruire un rack Tempest (armadio schermato per server di massima sicurezza) con una specifica di isolamento difficilissima: ben 100 dB. Credo non fosse mai stato fatto nulla di simile in Italia.

Ci siamo riusciti grazie a un’interazione continua tra il team R&S e i ragazzi dello stabilimento: si progettava, si costruiva il pezzo fisico, si testava, si correggeva il tiro e si riassemblava immediatamente. Quando i clienti sono venuti a vedere il prodotto finito, lo hanno definito “la Gucci della Cyber”, per sottolineare come l’eccellenza delle performance fosse stata coniugata a una cura estetica straordinaria».

Giaccardi: «Questa sinergia tra la componente software della Cyber e la componente hardware della Meccanica è il nostro vero valore aggiunto per il futuro. Inoltre, mantenere l’intera filiera protetta all’interno di un unico polo aziendale garantisce un livello di riservatezza e sicurezza delle informazioni che, per i clienti del settore Difesa, rappresenta un requisito ormai imprescindibile».

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